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La ricerca di persone disperse in superficie (boschi, campi, ecc.) è influenzata da vari fattori, quali la morfologia del terreno, il tempo di attivazione delle Unità Cinofile dal momento della scomparsa all'inizio ricerca effettiva, le condizioni meteorologiche,. 

La ricerca può essere effettuata utilizzando vari metodi:

-Su "pista" ossia tutte le volte che il cane, intercetta un'odore umano sul terreno e lo segue sino alla fonte, anche se non si ha mai la certezza che sia l'effettiva traccia della persona smarrita perchè, come spesso capita, nella zona possono essere passate altre persone.

-Altro sistema di ricerca, sempre su "pista" , si avvale della presenza di un indumento della persona dispersa, da far annusare al cane che, una volta trovato l'odore corrispondente, lo segue.
Di fatto, questa tecnica di ricerca è stata usata fino ad una decina di anni fa ed ora è in disuso, in quanto l'indumento non sempre era reperibile e incontaminato (spesso veniva toccato da più persone, ecc.), l'attivazione delle Unità Cinofile poteva avvenire dopo molto tempo dalla scomparsa del disperso, i cambiamenti meteorologici influivano sulla pista, diventava difficoltoso operare con più unità cinofile, dovendo seguire tutti i cani la medesima pista, e spesso ci si allontanava troppo dal Centro Operativo. 

-Altro sistema di ricerca, è lo "scovo" o "zona" , utilizzato da molti anni, prevede che il cane venga addestrato a percepire l'odore nell'aria, spaziando a zig-zag in una zona circoscritta e gestita dal conduttore, il quale valuta come impostare la ricerca in base alle carateristiche del terreno, alla direzione del vento, ecc. Questo metodo permette di coprire una vasta area, suddivisa in vari settori, con più unità cinofile. I vantaggi riscontrati sono molti: ad esempio, la ricerca non è condizionata dagli eventi atmosferici, dai tempi di attivazione e dall'odore di altre persone passate in zona.

In tutti i tipi di ricerca il cane viene liberato da guinzaglio, collare e indossa la pettorina di colore giallo/arancio che lo rende ben visibile e riconoscibile quale cane da soccorso.
Il conduttore ha con sé uno zaino, nel quale trovano posto acqua, alimenti, materiale di primo soccorso ed indumenti di ricambio. 
Il Centro Operativo gestisce le operazioni ed ha sempre sotto controllo la posizione delle U.C.S. impegnate nella ricerca

Tutte le nuove U.C. dopo circa venti mesi di addestramento ed attività, vengono sottoposte all'Esame Attitudinale Ministeriale E.N.C.I., al quale segue la prova operativa interna, con commissione A.N.A..

Durante l'esame, viene valutato anche il Conduttore, che deve dimostrare di possedere nozioni di primo soccorso, conoscenza delle tecniche di imbrago per lui e per il cane in assoluta sicurezza, orientamento in ambiente alpino impervio ed ostile attraverso l'uso di cartina e bussola, l'uso corretto delle radio in dotazione.


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